I marchi

Casa di moda Reggio Emilia

Max Mara è sicuramente uno dei brand della moda ad oggi più conosciuti ed apprezzati. Si tratta di un’eccellenza italiana che ha alle spalle una lunga tradizione sartoriale.

Max Mara: origini e storia

Max Mara venne fondata nel 1951 da Achille Maramotti. Il nome scelto per il brand ha una genesi abbastanza curiosa. “Max” è un termine scelto per sottolineare la qualità dei prodotti, mentre  “Mara” è il diminutivo del suo cognome.

In breve tempo l’atelier riuscì ad affermarsi sul mercato, ad espandersi ed ad arruolare tra le sue fila nomi illustri della sartoria: da Dolce e Gabbana a Luciano Soprani passando ancora per Narciso Rodriguez e Guy Paulin solo per citarne alcuni.

Diffusione del brand Max Mara

Il brand è diffuso in 90 diverse nazioni, conta la bellezza di più di 2000 punti vendita sparsi per il mondo e fattura ogni anno cifre da record. Della stessa azienda fanno parte molti altri marchi di grande diffusione tra cui, ad esempio, Sportmax e Marina Rinaldi. Inoltre l’azienda ha lanciato sul mercato anche alcuni prodotti per la cosmesi ed un buon assortimento di profumi. La proprietà della ditta, al giorno d’oggi raro, è ancora ben salda nelle mani della famiglia Maramotti.

Casa di moda Reggio Emilia

Abbiamo brevemente tracciato la storia evolutiva della sartoria Max Mara partendo dal momento legale della sua creazione. In pochi sanno però che il marchio in questione affonda le sue radici in tempi ancora più lontani.

Marina Rinaldi, nonna di Achille Maramotti, possedeva infatti una bottega sartoriale nel cuore di Reggio Emilia. Era la fine dell’800 e la sua boutique faceva furore. All’interno di questa prestigiosa casa di moda aveva sede anche una scuola di taglio e cucito, destinata ovviamente a talenti in erba ed a sarte di un certo livello.

Achille Maramotti, abbandonati gli studi, rilevò una parte della casa di moda ed iniziò a svecchiare le tecniche di produzione e lavorazione qui normalmente impiegate. Tra le sue principali migliorie ricordiamo l’idea di accelerare i tempi necessari per la confezione di un abito scomponendo il lavoro dei sarti in tanti piccoli step: alcuni avrebbero così realizzato le maniche, altri i corpetti e così via.

In questa semplice ed ingegnosa procedura possiamo rintracciare quel germe che da lì a qualche anno avrebbe dato vita al pret-à-porter e quindi alla politica produttiva della futura azienda di famiglia: la Max Mara.

Il cappotto Max Mara

Tra i tanti abiti firmati Max Mara che in un settantennio di vita dell’azienda hanno popolato i nostri armadi, un cenno a parte merita il cappotto disegnato da Anne Marie Beretta, il cosiddetto cappotto 101801 o il cappotto cammello.

Si tratta di un capo d’abbigliamento enormemente diffuso negli anni ’80 ed apprezzato tanto dalle donne comuni quanto dalle star del cinema e dello spettacolo. Il segreto di questo oggetto risiede nel taglio raffinato, nella scelta di tessuti di alta qualità (lana e cachemire su tutti) e nell’originalità della proposta. A  tal proposito sono sicuramente degne di nota le maniche a kimono che tanto colpirono la fantasia delle clienti.

Nuova linea Weekend Max Mara

Max Mara ha sempre mostrato di avere una certa passione per l’arte e per lo stile contemporaneo. In ogni occasione ha provato a porre una discreta attenzione all’evoluzione della società e alle nuove esigenze dei possibili clienti. I suoi abiti sono infatti sempre moderni ed innovativi.

La linea Weekend Max Mara è stata pensata per garantire a tutte le donne la possibilità di vestire alla moda e con indiscussa eleganza anche in contesti giornalieri ed informali. Il design di questi capi colpisce per la bellezza e la raffinatezza delle linee, delle texture e dei colori, ma anche per la praticità e la generale versatilità di impiego. Si tratta insomma dell’appendice life-style dell’intera collezione, appendice che dalla data di ideazione (1989) ad oggi le donne hanno sempre mostrato di gradire particolarmente.

 

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